Marte e Venere.

Editoriale di Verena Schmid, tratto dal n. 98 di D&D MATERNITA’ IN CONFLITTO.

Io che ho lavorato per una vita nel modello femminile dell’assistenza, che ho visto partorire sempre le donne nella loro forza, anche quando avevano bisogno di assistenza medica, anche quando venivano offese, che ho visto nascere bambini in pieno possesso delle loro risorse, svegli, pronti alla relazione, che ho visto padri partecipi e co-protagonisti della nascita accogliere i loro figli, vengo da Venere, un pianeta della nascita, abitato da donne e uomini, dove domina il femminile, il rame, la morbidezza e la forza, l’integrità. Quando guardo al modello della nascita istituzionale, dove la donna non c’è, il bambino è oggetto separato dalla madre e proprietà sociale, dove i padri sono ammutoliti e i neonati intontiti, mi rendo conto di essere su un altro pianeta della nascita: Marte, abitato da donne e uomini, dove domina il maschile, il ferro, la durezza e la debolezza, la ferita. Venere (nelle immagini) e Marte (nei testi) attraversano questo numero del nostro giornale. Il pianeta Terra chiede di integrare aspetti sia di Venere che di Marte. Con la buona volontà si riuscirebbe anche, ma quando manca questa volontà, quando soccombe il femminile proprio nell’atto più femminile che esista, crescere e dare la vita?d&d 98

Come minimo nasce un grande conflitto! Un conflitto dalle mille sfumature, con prezzi alti da pagare! Un conflitto che gioca sia all’interno della donna, che all’esterno, nella società. Identificarsi con Marte (approvato socialmente) o con Venere (approvata internamente)? Cedere o prendere il posto di comando nella maternità? Nel corso degli anni il conflitto si acutizza sempre di più, sia dalla parte di Venere che chiede più sovranità, sia dalla parte di Marte che affila le armi per mantenere il controllo. Marte cerca di reprimere la forza delle donne con una cultura della paura. La paura, da una parte esprime la tradizionale paura del maschile di fronte a un evento incontrollabile e sconosciuto come il partorire, dall’altra parte è usata come mezzo di dominanza sulla donna. L’assistenza ostetrica basata sul pensiero del rischio ha fatto ammalare Venere, le ha tolto le forze, l’ha resa incapace di partorire, incapace di credere in sé. Ma come la fenice che risorge sempre, la ferita ha creato reazione, consapevolezza, motivazione, nuova forza. Ha permesso alle donne (alcune) di nominare le parti del conflitto e di elevarsi sovrane, riprendendo in mano il proprio destino in modo creativo, avvicinandosi a Venere. Marte risponde in modo autoritario, dogmatico, costrittivo, ideologico, sottomettendo la sovranità dei corpi, delle menti alle sue regole che impone tramite il mezzo della punizione e dell’esclusione (vedi vaccini, libertà di scelta terapeutica, scelte nella maternità). Siamo a questo punto nello scontro del conflitto. Abbiamo dunque bisogno anche di strumenti di protezione, di strategia, di ponti. Ma un conflitto può guarire solo se si apre (simile a un ascesso), se si esprime, se emergono tutte le componenti del conflitto, diventano visibili. In altre parole: bisogna lasciare scoppiare il conflitto per poterlo superare. Ecco perché sono sempre ottimista! Venere c’è, anche quando viene oscurata. È la stella più splendente nel cielo.

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