La narrativa come fonte di sapere

Editoriale di Verena Schmid, tratto dal n. 100 di D&D 100 – Da oltre 25 anni insieme.

In questo numero 100 di D&D abbiamo deciso di dare spazio alla narrazione delle ostetriche e di chi sta vicino alle donne. Il raccontare è una pratica sociale e discorsiva che esprime un proprio sapere. Tale pratica per secoli è stata l’unica fonte di trasmissione del sapere. Lo storytelling o la narrativa oggi ha nuovamente assunto valore di indagine scientifica, in quanto le storie narrate contengono il sapere personale e sociale. Dice Albert Einstein: la scienza non è altro che un affinamento del pensiero quotidiano, cosa che succede proprio nel raccontare. Il racconto mette a fuoco pensieri, intuizioni e emozioni, dando loro forma espressiva.

Nella ricerca qualitativa la narrativa è diventata un metodo, in quanto modalità di rilievo per le variabili personali e sociali (di contesto). Secondo la sociologa Rita Bichi

le narrazioni sono uno strumento potente: hanno la funzione di organizzare il mondo dal punto di vista del soggetto che narra, fornendo connessioni e schemi di interpretazione, che sono un modo per riaffermare e costruire in modo narrativo la propria identità all’interno di una storia che la contestualizzi (Bichi 2000).

dd100 Da qui è nata anche la Narrative-Based Medicine (NBM) che oggi è deputata ad integrare la EBM (Evidence Based Medicine) personalizzandola e contestualizzandola.

La definizione ufficiale della NBM è la seguente: “La narrazione è lo strumento fondamentale per acquisire, comprendere e integrare i diversi punti di vista di quanti intervengono nella malattia e nel processo di cura. Il fine è la costruzione condivisa di un percorso di cura personalizzato. La Medicina Narrativa (NBM) si integra con l’Evidence-Based Medicine (EBM) e, tenendo conto della pluralità delle prospettive, rende le decisioni clinico-assistenziali più complete, personalizzate, efficaci e appropriate.” La medicina narrativa permette di sviluppare un percorso di cura personalizzato, appropriato e in linea con le indicazioni dell’EBM; inoltre contribuisce a migliorare l’alleanza terapeutica e la partecipazione del paziente. Attraverso la medicina narrativa tutti gli operatori sanitari possono coltivare ed ampliare le proprie capacità empatiche, riflessive, di ascolto e riuscire a prendersi cura della persona con le sue emozioni, paure, speranze, oltre che curare la malattia (www.medicinanarrativa.it).

Noi coltiviamo la Narrative Based MIDWIFERY, con lo stesso intento. I racconti di questo numero aprono uno squarcio sul vasto mondo del lavoro delle ostetriche, fatto non solo di scienza e competenza, ma anche denso di emozioni, di vita e morte, di significati esistenziali che gli operatori della nascita toccano quotidianamente. Dal riduzionismo medico alla pienezza di una professione o vocazione che va oltre “il mestiere”, ma diventa stile di vita e strada di crescita e evoluzione personale e collettiva!

Quanto sapere raccolto in 100 numeri di D&D!

Riferimento: Bichi, R. (2000) La società raccontata. Metodi biografici e vite complesse. Milano: Franco Angeli.

Acquista qui subito il n. 100!

Annunci