La sostenibilità è femminile?

Editoriale di Verena Schmid, tratto dal n. 101 di D&D, il giornale delle Ostetriche.

La donna per NATURA, dato che è portatrice potenziale di futuro, sviluppa uno sguardo generazionale a lungo termine. Si preoccupa del nutrimento, delle risorse, dello sviluppo emozionale e sociale dei suoi figli, reali e potenziali, e dei figli dei figli.

In un qualche modo rimane “utero” per loro anche quando crescono e si allontanano da lei, con una tendenza protettiva e nutriente che si rivolge anche al mondo in cui vivono. In questo si distingue dall’uomo, più proiettato sulle necessità del momento ed eventualmente sulla realizzazione sociale propria e dei propri figli.

L’eccesso di maschile nel nostro mondo ha sfruttato all’estremo le risorse del pianeta, soddisfacendo i bisogni del momento e fomentando un’aggressività, priva del principio femminile, che sfocia in guerre distruttive continue, fino a minacciare la nostra stessa sussistenza.

Al momento in cui scrivo ci troviamo in una campagna elettorale che esprime questa tendenza eccessiva e in cui mancano totalmente i temi della sostenibilità, a tutti i suoi livelli: ambientale, medica, relazionale, economica, politica.copertina light 101

Dice Wilhelm Reich:

“I bambini del futuro dovranno aggiustare il disastro di questo ventesimo secolo. La civilizzazione inizierà quando il benessere dei neonati prevarrà su ogni altra considerazione”

Anche il modello medico convenzionale fatica ad assumere un’ottica di sostenibilità, forse proprio perché questo concetto appartiene a un paradigma femminile. Non si preoccupa della qualità della vita di chi nasce e della trasmissione di fattori positivi o negativi alle future generazioni di genitori. Ignora la sostenibilità emozionale, relazionale, ambientale nelle cure della maternità.

Ma la crisi produce reazioni. Nuovi movimenti emergono all’orizzonte e importanti concetti stanno per essere integrati nella formazione delle giovani generazioni di medici e ostetriche, come la medicina di genere, la medicina ecologica e democratica di slow medicine, la Salutofisiologia in ostetricia e altri ancora. Questi movimenti, ancora minoritari, integrano principi femminili e sono il futuro. Se vogliamo un futuro, dobbiamo sviluppare sostenibilità, a tutti i livelli. Altrimenti un futuro potrebbe anche non esserci più.

Io però confido sempre nelle risorse, nelle capacità umane di sterzare di fronte all’evidenza e trovare nuovi orientamenti. Chi lavora come pioniere e semina cultura, prepara il terreno affinché sia pronto al momento in cui il mainstream cambia direzione.

Oggi le basi per un nuovo mondo, che non può fare a meno del femminile se vuole vivere, sono pronte: a livello scientifico, organizzativo, concettuale, ecologico, sociale, relazionale. Ogni singola persona può nutrirle, contribuire a farle emergere, renderle più diffuse, più concrete e avere così un impatto verso un cambiamento positivo del mondo.

Il cuore dell’ostetrica è da sempre ecologico, inclusivo. Possiamo legarci ai movimenti mondiali che promuovono la sostenibilità, nutrirli e esserne nutrite. Questa è la direzione di questo numero di D&D.

Cogliamo l’occasione per rendere più sostenibile anche D&D, stampandolo su carta riciclata ed essere più coerenti, dalle piccole alle grandi cose.

Buona riflessione!

Acquista subito il numero!

Annunci