Il senso di sicurezza

Editoriale di Verena Schmid, tratto dal n. 102 di D&D, il giornale delle Ostetriche.

Mister Bonding (o Missis Bonding) si ripresenta in questo numero di D&D. Ancora una volta. Ci ha provato ancora e ancora. Sotto varie spoglie. E’ un clandestino naturalizzato. S’infiltra sempre e impone la sua presenza anche quando lo ignoriamo, quando lo cacciamo, quando lo mettiamo a disagio.

Senza di lui (o di lei) l’umanità sarebbe persa, i bambini non potrebbero sopravvivere. Tesse quel nastro emozionale che ci lega l’uno all’altro. Essendo l’essere umano un essere sociale e il cervello in eustress un organo finalizzato alla socializzazione e condivisione, senza il bonding la stessa finalità dell’umanità si annulla e il suo destino naturale si stravolge.

Nell’attuale condizione della nascita e degli stili di vita, dove troppo spesso, fin dalla vita prenatale, il nostro cervello vive una condizione di frequente distress, Mister Bonding fatica e l’essere umano sviluppa maggiormente comportamenti aggressivo/difensivi. In altre parole, al posto della fisiologica reazione “tend and befriend” in risposta agli stressori normali della vita, che favorisce la produzione di ossitocina e prolattina (gli aiutanti di Mister Bonding), si afferma l’adrenalinica risposta “atttacco o fuga”, che nel bambino piccolo si esprime in comportamenti iper- o ipotonici, rischiosi entrambi per la salute.l'immagine contiene una donna incinta e una donna con bambino

Per un po’ si pensava che il bonding fosse un contorno emozionale e opzionale della nascita. Poi Bowlby e Ainsworth hanno introdotto il concetto dell’attaccamento sicuro come base per tutte le relazioni future, sociali e intime. Secondo loro il bambino deve sviluppare una relazione di sicurezza e fiducia nei suoi genitori prima di essere in grado di affrontare delle situazioni nuove, sconosciute in modo autonomo.

Stephen Porges (2014) fa un ulteriore passo: nella sua teoria polivagale descrive il collegamento fisiologico tra il ramo ventrovagale del sistema parasimpatico che regola l’attività cardiaca e respiratoria in senso calmante e i nervi parasimpatici facciali. Sostiene che il controllo neurale del cuore sia connesso al controllo neurale dei muscoli del volto e della testa. Questo spiega l’importanza primaria della mimica facciale che, come sappiamo trasmette le emozioni. Quando un viso esprime emozioni di tranquillità e fiducia, il cuore del bambino si calma. Sperimenta un senso di sicurezza. Porges parla di una neurocezione della sicurezza. La neurocezione di sicurezza precede la disponibilità alla relazione sociale. Ecco perché è importante l’incontro viso-viso, occhi-occhi del bambino con la mamma, il papà e gli altri, in condizioni di rilassamento.

Quando invece il viso amichevole è assente o si trasforma in ansioso, depresso, neutro (indifferente), il bambino sperimenta una minaccia, perde il senso di sicurezze e in certi casi attiva il ramo dorsovagale del suo sistema parasimpatico che innerva la zona sottodiaframmatica. In questo caso Porges parla di neurocezione di pericolo. Il bambino si oppone alla relazione, anche se gli ormoni del bonding sono presenti. Una forte reazione dorsovagale induce la reazione di “morte finta”, immobilità e impotenza, propria dei rettili. La temperatura corporea si abbassa, il tono muscolare diminuisce, la circolazione rallenta, l’ossigeno circolante si riduce. Nel neonato una tale reazione può anche essere mortale. Dovuta alla mancanza di sicurezza!

Se si somma allo stress di una nascita forzata, indotta anzitempo, accelerata, chirurgica, a una madre in distress, il pericolo diventa veramente concreto.

Quindi possiamo dire che paradossalmente nelle nascite difficili è ancora più importante invitare Mister Bonding, già disponibile e pronto all’azione, proprio per mettere in sicurezza quel bambino già in distress e riattivare le risorse materne altrettanto pronte.

In questo numero presentiamo, oltre a un’analisi del fenomeno, numerose modalità per sanare un processo di legame disturbato e ricreare le condizioni per il naturale innamoramento tra genitori e bambino.

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