Il piacere è…femminile?

Editoriale di Verena Schmid, tratto dal n. 104 di D&D, il giornale delle Ostetriche.

La natura ci deve pur premiare per il grande sforzo che sosteniamo nel far passare la vita attraverso di noi. E così ci ha regalato il piacere e insieme un organo solo ad esso deputato, la clitoride, che scopriremo in questo numero come “un’amazzone alata”. Addomesticato per secoli, ora il piacere femminile riemerge nella sua vera natura: irriverente, provocatoria e provocante, ludica, stuzzicante, leggera e allo stesso tempo nel suo essere profondo, interno, sacro e spirituale. È dotato di una forza rivoluzionaria, sovversiva rispetto alle leggi del patriarcato, portatrice dell’energia vitale, della forza della vita stessa. Crea individui forti. Nella legge della polarità la leggerezza estrema del piacere femminile è specchio della profondità del partorire ed è veicolo verso una dimensione spirituale che può nascere da entrambi i poli. Così come la nostra vagina è porta tra i mondi e traghetta esseri da un mondo a un altro, il piacere sessuale e sensuale ci dà accesso ai mondi immateriali, portandoci verso la trance, con la possibilità di raggiungere l’estasi, la beatitudine. Tutto ciò è finalizzato alla vita, al suo persistere, al mantenere il legame con la terra, con l’universo, con le sue leggi e con la dimensione dell’anima. La nuova consapevolezza della sua forza, che ha radici antiche, emerge con chiarezza dalle autrici degli articoli di questo D&D. E fin qui ci siamo. Poi è arrivato il patriarcato.

immagine astratta di perineo piacere femminile

E ha trasformato tutto ciò in peccato. La leggerezza è diventata caratteristica della “puttana”, la scherzosità oscenità, l’aspetto provocante colpa, la profondità sofferenza, la frustrazione che immancabilmente ne è derivata malattia, il godimento del piacere è stato dichiarato estremamente pericoloso per la salute. Il dominio di una forza così grande come quella del piacere femminile è stato possibile solo tramite la violenza. E ci abbiamo rimesso tutti: le donne in primis, che sono state amputate della loro forza essenziale, i bambini che nascono da loro, che si sono visti ridurre drasticamente la forza vitale, gli uomini che hanno perso la capacità di bere alla fonte femminile e di provare un piacere intenso, interiore e spirituale.
La forza vitale, nei misteri Eleusini come nelle ancor più antiche cerimonie di Beltane, veniva onorata, anzi, liberata, evocando la trance e dando spazio al piacere libero da ogni pastoia. Il percorso dei misteri conduceva prima alla discesa (andare nel profondo), accompagnata da uno stato di trance, poi verso la ricerca (perdersi e trovare il nuovo), per portare all’ascesa e la riunione con la madre (rinascita) in forma splendente. Si festeggiava il passaggio dal buio alla luce per superare la paura della morte e affermare la vita e il ciclo vita-morte-vita tramite il piacere e l’unione sacra tra donna e uomo. L’uomo poteva così attingere alla forza femminile, all’espansione e a un piacere superiore, così come la donna poteva nutrirsi della sua forza maschile e concepire. I bambini che nascevano da tali unioni erano considerati “bambini divini”, dotati di una maggiore forza vitale. Questi rituali che hanno resistito per millenni, offrivano periodicamente un luogo totalmente decondizionato per liberare la forza vitale che veniva messa in relazione anche con la fertilità della terra. Tra le tante separazioni operate dalla mentalità patriarcale c’è anche quella tra sessualità e piacere. È tempo di riunire le due cose, nel rispetto e nell’amore.

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