Dalla paralisi, alla reazione, all’azione

Editoriale di Verena Schmid, tratto dal n. 105 di D&D, il giornale delle Ostetriche.

Le prime sensazioni mie (di malessere), quando mi sono immersa nel tema della violenza ostetrica (VO), le descrivo nel primo articolo di questo D&D: memorie di paralisi, reazione e infine azione.

Poi, procedendo con la composizione del giornale, le sensazioni sono migliorate. L’alchimia di D&D e delle sue autrici e autori ha ancora una volta messo in luce le infinite risorse che mettiamo in atto, quando viviamo situazioni difficili, di sofferenza.

E’ emersa una visione diversa: un’iniziale vasta panoramica del fenomeno della VO ci porta oltre i confini di costrutti mentali e dei confini geografici, verso una visione mondiale, con uno sguardo plurale.

Successivamente, i vari articoli descrivono con forza sia sofferenze che risorse, reazioni e azioni, che spaziano dall’attivismo alla gentilezza al perdono e, a mio avviso, ci riconducono all’antica capacità femminile di rinascere dalle ceneri e di superare i traumi attraverso la solidarietà femminile e l’amore.

105

Alla fine questo numero è pieno di proposte, di azioni coraggiose, di strategie.

Ancora una volta emerge la forte importanza che la figura dell’ostetrica riveste nel prevenire la VO e proteggere donne e bambini tramite la fisiologia, la salutogenesi, la relazione empatica e simmetrica, il dialogo interprofessionale.

 Come punti fermi emergono due aspetti:

  • la VO è il vissuto delle donne, questo è un fatto, esploso negli ultimi anni con “violenza” in innumerevoli testimonianze e azioni
  • la VO è un fenomeno strutturale gerarchico e politico, legato all’ospedalizzazione di massa e a una cultura di potere.

Questo risulta dall’analisi antropologica e sociologica.

Trattandosi di due sguardi diversi e opposti, la difficoltà di confrontarsi sul tema e di trovare un punto d’intesa tra le due polarità è grande, a volte sembra insuperabile. Chi agisce la violenza non la vuole riconoscere e non ascolta le donne. Parliamo quindi anche di ponti per la comunicazione, strategie per portare alla luce i fatti, accompagnate però da passi verso una soluzione fattibile, andando oltre la mera denuncia.

La VO non è nuova, ma fino a poco fa non ha potuto esprimersi. Ora però le donne stanno trovando “le parole per dirlo”, dopo un lungo processo di presa di coscienza e di cambiamento culturale che offre delle chiavi di lettura delle proprie sensazioni. I tempi sono maturi. Negli ultimi anni movimenti mondiali come Break the Silence, Basta tacere, Me Too, The Roses Revolution si sono espansi attorno al pianeta con la velocità del fuoco, trascinando con sè donne di ogni cultura e religione.  Stiamo assistendo a un risveglio collettivo delle donne che chiede un nuovo paradigma di qualità della salute, in tutti gli ambiti.

E guarda caso, l’ostetrica, come sempre accanto alla donna, è figura centrale anche in questa richiesta di cambiamento di paradigma. Un paradigma che chiede per tutte le donne un’assistenza rispettosa dei diritti umani fondamentali e l’offerta della best practice, della migliore assistenza possibile alla luce delle conoscenze, che oggi è individuata nella continuità dell’assistenza attraverso un’ostetrica in un rapporto one to one, con l’integrazione delle cure mediche solo su indicazione specifica. Il tema dell’ICM per il 2019 è: Midwives: Defenders of Women’s Rights (ostetriche: difenditrici dei diritti della donna).

Abbiamo deciso di non mettere illustrazioni in questo giornale. Niente spettacolo degli abusi. Abbiamo optato invece per mettere in rilievo le parole delle donne e le poesie di guarigione di Anna Maria Ricci, che ringraziamo sentitamente.

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