Lascia che accada…

Editoriale di Verena Schmid, tratto dal n. 99 di D&D LOTUS BIRTH.

Fredérik Leboyer spesso nelle sue poesie ha invitato a questa sorta di passività rispettosa, ricettiva, di abbandono al flusso della natura e di apertura verso quello che accade.

E’ stato lui promotore del rispetto del cordone integro, ben 43 anni fa.

Quanto tempo per permettere che una cosa accada! Che il bambino nasca, che si adatti all’enorme cambiamento che vive, che trovi sua madre, che la placenta finisca il suo ciclo, che il latte scorra.

Quante resistenze a un processo naturale, pieno di risorse, di cui i vantaggi sono molto superiori a eventuali svantaggi, ancora non dimostrati. Mentre gli svantaggi del taglio precoce del cordone sono ben noti.

La nascita Lotus ha portato alla luce un trauma generazionale inconscio e si è proposto come riparazione e guarigione. Molte mamme, molti genitori hanno intuitivamente accolto questa modalità di nascita, non solo per il rispetto del bambino che nasce, ma anche per sanare una ferita profonda e inconscia dentro di sé, quella della separazione, della non accoglienza.

DD99

Continua a leggere

Annunci

Marte e Venere.

Editoriale di Verena Schmid, tratto dal n. 98 di D&D MATERNITA’ IN CONFLITTO.

Io che ho lavorato per una vita nel modello femminile dell’assistenza, che ho visto partorire sempre le donne nella loro forza, anche quando avevano bisogno di assistenza medica, anche quando venivano offese, che ho visto nascere bambini in pieno possesso delle loro risorse, svegli, pronti alla relazione, che ho visto padri partecipi e co-protagonisti della nascita accogliere i loro figli, vengo da Venere, un pianeta della nascita, abitato da donne e uomini, dove domina il femminile, il rame, la morbidezza e la forza, l’integrità. Quando guardo al modello della nascita istituzionale, dove la donna non c’è, il bambino è oggetto separato dalla madre e proprietà sociale, dove i padri sono ammutoliti e i neonati intontiti, mi rendo conto di essere su un altro pianeta della nascita: Marte, abitato da donne e uomini, dove domina il maschile, il ferro, la durezza e la debolezza, la ferita. Venere (nelle immagini) e Marte (nei testi) attraversano questo numero del nostro giornale. Il pianeta Terra chiede di integrare aspetti sia di Venere che di Marte. Con la buona volontà si riuscirebbe anche, ma quando manca questa volontà, quando soccombe il femminile proprio nell’atto più femminile che esista, crescere e dare la vita?d&d 98

Continua a leggere

LA FISIOLOGIA PERDUTA.

Editoriale di Verena Schmid, tratto dal n. 97 di D&D LE SITUAZIONI LIMITE IN GRAVIDANZA.

Nei quasi 40 anni della mia professione ho potuto osservare che le gravidanze, i parti semplici, sani, normali sono diventati sempre più rari. Lo osservano anche molte ostetriche che lavorano con la “fisiologia”. E allora, cos’è cambiato?

C’è meno salute di base? Le donne non sono più capaci? C’è una marcatura epigenetica negativa? C’è una sovradiagnosi di patologia? Oppure lo stile di vita è inadeguato?

Indubbiamente la salute delle giovani donne oggi è peggiore, non tanto nel senso di presenza di malattie, ma in termini di reattività, resistenza immunitaria, microbioma, tolleranza agli stressori, problemi alimentari. L’ambiente inquinato e gli inquinanti presenti nel cibo e un po’ ovunque non aiutano. Le risorse sono ridotte. Molte di queste donne sono nate da parto medicato, con ormoni sintetici. Molte vivono una vita sociale intensa, lineare, che non permette cedimenti alle “crisi” ormonali. La natura biologica della donna è ciclica, gli ormoni della fertilità e della gravidanza vengono sincronizzati dall’ambiente e dai ritmi di vita. Se il pendolo va a favore degli ormoni dello stress, gli altri ne soffrono.

dd97Ma un problema sempre più grande, a mio avviso, è la progressiva medicalizzazione e patologizzazione della gravidanza e del parto, basata sull’ignoranza dei processi fisiologici. Tutto il sistema dell’ostetricia medica poggia su fondamenta errate. Il riferimento della normalità è il corpo maschile, l’approccio alla gravidanza è la ricerca di possibili patologie – infatti oggi già non si fa più diagnosi di patologia, ma diagnosi di ipotetica patologia. La lettura dei fenomeni clinici si basa sulla patofisiologia. Non può quindi comprendere e interpretare nel modo giusto le dinamiche paradossali che il corpo della donna produce per poter lasciar passare un bambino attraverso di sé. Non prende in considerazioni le forti risorse che si attivano in bambino e donna per spingere la vita verso il successo, non prende in considerazione la forza vitale. La donna stessa, portatrice delle risorse, viene messa da parte nel processo assistenziale. Una volta espressa una diagnosi negativa, ipotetica o reale, la donna entra in un circuito di stress- paura –tensione e la disfunzione è assicurata.

Continua a leggere

OMBRE SULLA MADRE.

Editoriale di Verena Schmid, tratto dal n. 95-96 di D&D, IL PUERPERIO IN OMBRA.

Il puerperio ormai è seguito quasi ovunque solo nei primi due giorni, i giorni del ricovero.

Dopo, referente per la famiglia è il pediatra, che si occupa però per lo più del bambino, spesso in antagonismo con la madre. La donna, con i suoi bisogni, scompare nell’ombra.

In questo numero doppio vogliamo accendere i riflettori su di LEI: colei che dona, accoglie, nutre la vita, colei che continua ad essere ancora “utero” per il bambino nato. Vogliamo illuminare i suoi bisogni, la sua condizione, le sue opportunità, la sua libertà nello scolpire la sua maternità a propria misura.

I bisogni materni non trovano molte sponde.

Chi si occupa del dolore in puerperio? Un interessante articolo negli approfondimenti, di Michele Amoruso, medico anestesista, ci parla delle possibilità analgesiche e di come proteggere l’allattamento anche in caso di necessità di anestesia o di uso di farmaci.

Chi si preoccupa del dolore da cicatrice e degli esiti a medio e lungo termine? Abbiamo dedicato ampio spazio a questo tema così attuale. Ce ne parla Anna Maria Rossetti.

Chi si preoccupa del maternage della madre? L’esaurimento non è obbligatorio, una buona cura della madre lo può prevenire, proponiamo qui tanti modi. Non solo, ma spesso la depressione post parto è mal diagnosticata, i suoi sintomi potrebbero essere spesso dati dalla mancanza di cure adeguate. Ce ne parla, tra diverse altre autrici, Gabriella Bianco.

Innanzitutto il corpo della donna che è stato attraversato da un bambino, deve guarire, ha dei bisogni di guarigione, involuzione, evoluzione, la sua persona deve “digerire” l’evento nascita.

Essere madre in una società patriarcale porta le donne stesse a non dare peso, valore a questi loro bisogni di donna, di madre, Rossella Minocchi approfondisce questa condizione.minidd95-96

Continua a leggere

LET IT FLOW – LASCIALO SCORRERE. LE MESTRUAZIONI TRA FISICITA’ E MISTICISMO

Editoriale di Verena Schmid, tratto dal n. 94 di D&D MESTRUAZIONI ON OFF – L’ostetrica con le ragazze

Cominciamo con le attiviste mestruali: l’esistenza stessa di queste nuove figure evidenzia l’esistenza di un tabù che le attiviste vogliono svelare, trasformare, integrare nella cultura dominante. Quindi, siamo ancora al tabù!

Che cosa è tabù nelle mestruazioni? Il sangue che non sgorga da una ferita? Le fasi cicliche femminili con le loro costanti trasformazioni? La parziale indisponibilità della donna al rapporto sessuale con l’uomo nelle varie fasi del ciclo? Il potenziale spirituale e visionario che le mestruazioni favoriscono? La periodica discesa nel “mondo di sotto” nell’introspezione, da dove emergono delle verità a volte scomode? La connotazione di morte come assenza del concepimento? Il segnale del non essere madre, ma donna che denotano le mestruazioni? L’aspetto euforico/creativo/amazzonico all’apice del ciclo? L’essere diversamente produttive? In realtà tutti questi aspetti insieme al potenziale della fecondazione eccitano la tensione sessuale.

Sicuramente il ciclo femminile e le mestruazioni sono eventi forti, per questo motivo sono stati stigmatizzati come impuri e il loro potere è stato interpretato come distruttivo e contaminante del male. Per questo motivo la medicina convenzionale le ha catalogate come inutili, patogeni, le ha eliminate o ha reso piatto il ciclo dinamico della donna con un conseguente appiattimento della tensione sessuale.

copertina94-copy Continua a leggere

MOLTE DOMANDE, POCHE RISPOSTE.

Editoriale di Verena Schmid, tratto dal n. 93 di D&D MATERNITA’ E PATERNITA’ SURROGATE.

Maternità, paternità surrogate, gravidanza, concepimento surrogato… queste le nuove frontiere dell’ostetricia e del dare la vita! Un tema caldo anche per le ostetriche che si troveranno di fronte a queste situazioni a conti fatti: nascerà un bambino, con due, tre o quattro genitori che contribuiscono in vario modo al suo divenire e alla sua identità.
Ma madre e padre possono essere davvero surrogati? Un “utero” (leggi “una donna”) può essere affittato senza implicazioni relazionali? Come vivono i bambini, nati da costellazioni biologiche diverse, la loro identità? Devono sapere o non sapere? Procreare per conto terzi è dignitoso per la donna o dev’essere vietato?
I donatori devono restare anonimi o no? Come vive il genitore infertile il bambino donato da altro/a? Deve elaborare un lutto? Cosa succede nelle coppie? Cosa cambia nella relazione generazionale?
Di queste domande, esponenti di diverse discipline discutono in questo D&D, senza dare risposte, ma stimolando un ampliamento del punto di vista e una riflessione più approfondita. Mentre alcune risposte le danno i nati da fecondazione assistita eterologa, oggi giovani adulti, riunitosi in un’associazione. Non si tratta solo di cellule germinali donate (ovuli o spermatozoi) o uteri contenitori in affitto dicono, ma dietro ogni cellula sta un padre o una madre biologica che si sono materializzati in un nuovo individuo, e che i bambini nati dalle loro cellule vogliono conoscere, in quanto pare di loro. Quindi, madri e padri sono anche loro, donatori e “contenitori”.Il legame biologico è incancellabile.

D&D93
Continua a leggere

SOTTOSOPRA – DOVE C’E’ MOVIMENTO C’E’ SALUTE.

Editoriale di Verena Schmid, tratto dal n. 92 di D&D I RISCHI DELLA POSIZIONE SUPINA.

A 30 anni dalle raccomandazioni dell’OMS del 1985, che già allora raccomandavano le libere posizioni durante il travaglio e il parto, basandosi su delle evidenze scientifiche dell’epoca che davano per rischioso la posizione supina e litotomica, questa procedura di assistenza è ancora in uso nella maggioranza degli ospedali italiani ed è parte integrante di un modello medico rituale, diffuso a livello mondiale, opposto a un modello medico scientifico, che ancora stenta ad affermarsi.

E’ importante che l’ostetrica, tutrice e promotrice della fisiologia, si renda conto che quando invita una donna a distendersi sul lettino sulla schiena opera un effetto nocebo e mette a rischio il benessere di quella donna e quel bambino. Quindi agisce in modo non professionale. Anche se è costretta, l’azione rimane non professionale (codice etico internazionale).

dd92

Una studentessa ostetrica però, che viene formata nel modello scientifico e apprende la pratica in un modello medico rituale, difficilmente ha l’occasione di apprendere l’assistenza fisiologica al parto a donne in libero movimento e nelle posizioni più varie e ancora più difficilmente questa opportunità capita a uno studente medico o specializzando. Questo crea una grande insicurezza rispetto a una donna che si muove.

Continua a leggere

CON LE MANI SI PUO’!

Che meraviglioso strumento le mani!

Editoriale di verena Schmid, tratto dal n. 91 di D&D IL TOCCO – massaggio e salute.

Ricordo un seminario internazionale intensivo di un giorno sul tema della ipoalgesia fisiologica in travaglio, con la presenza di ostetriche provenienti dalle più diverse culture, con e senza velo, dove abbiamo lavorato a ritmo serrato su temi centralissimi nell’assistenza ostetrica come il dolore, le distocie, i parti difficili e abbiamo sperimentato diversissimi strumenti di riduzione del dolore e di sblocco delle distocie. Alla fine della giornata una delle ostetriche esclama: “Ma abbiamo lavorato tutto il giorno con le mani!”

Già, le mani possono tanto. Prima di tutto comunicano: ricevono messaggi e mandano messaggi. Si forma una specie di sinapsi tra la persona trattante e la persona ricevente, i due sistemi nervosi (e non solo) entrano in contatto e, attraverso “neurotrasmettitori” sottili come l’ascolto e l’intensione passano i messaggi. Sono i corpi a parlare, a rivelare la loro memoria profonda. Si accende l’intuizione, che tutto sa.

Le mani quindi accolgono, ascoltano con emaptia, ricevono “dati”, elaborano, riconoscono, fanno diagnosi e curano in modo mirato, offrendo quello di cui c’è bisogno al momento. In gravidanza non solo fanno “sinapsi” con la madre, ma anche con il bambino. Sono quindi strumento sensibile e prezioso anche per riconoscere e, se necessario, migliorare il benessere fetale.

DD 91 Continua a leggere

IL PADRE, IL GRANDE ASSENTE

Editoriale di Verena Schmid tratto dal n. 90 di D&D PADRI SI’ PADRI NO

Veniamo da un’epoca in cui il padre nella famiglia era assente, a volte anche fisicamente, a volte “solo” come presenza relazionale. Generazioni di figli e figlie sono cresciute senza un padre affettivamente vicino o in una relazione con loro e che ne riconoscesse la personalità individuale. Spesso figli e figlie per il padre erano solo estensioni della propria vita o delle proprie proiezioni.

Poi, attraverso il consolidarsi della famiglia nucleare e l’emancipazione della donna, siamo passati a una presenza dei padri, almeno sulla scena del parto, ma fino ad oggi raramente questa loro presenza fisica riscontra anche una accoglienza relazionale. Questa volta è il sistema patriarcale/paterno dell’istituzione sanitaria che non riconosce nel “figlio” padre utente una persona individuo, diversa appunto da tutti gli altri e con propri sentimenti, bisogni, aspirazioni e una propria storia. Lo vede al massimo come estensione del proprio sistema di controllo sulla donna.

Il “figlio” padre utente ancora nel 40% degli ospedali italiani non è ammesso, con punte più alte nel sud, più basse al nord, come c’informa Alessandra Battisti nella rubrica “Attualità”. In molti ospedali dove può accedere viene mascherato, “disinfettato”, messo in un angolo. Rarissimamente viene preparato e mai gli viene proposto una scelta informata su come vuole partecipare alla nascita di suo figlio o figlia. Nessuno si preoccupa dei suoi sentimenti, dei suoi traumi postnatali o depressioni post parto, delle difficoltà che riscontra nel rapporto di coppia, né tantomeno viene educato ai suoi potenziali né viene attivato come risorsa e nelle sue risorse. Quando un padre si presenta come protagonista accanto alla sua donna, disturba quanto una donna protagonista e viene emarginato, mandato via, a volte punito.

copertina90 Continua a leggere

IL BAMBINO COMPETENTE – IL CORDONE DIVENTA SIMBOLO.

Editoriale di D&D n. 89, di Verena Schmid. Giugno 2015

Continua un ampio dibattito attorno al tempo del taglio del cordone, che è stato portato fino dentro al governo da CoRDiN, la nuova associazione di genitori e operatori. Lo riprendiamo anche noi in questo numero, sia dal punto di vista pratico che politico, ma soprattutto simbolico. Il cordone diventa simbolo per una transizione diversa, per un diverso concetto del bambino, per la perdurante unione madre-bambino.
Un cambio di paradigma dunque, da una cultura separante, dove il bambino appena nato è visto come un essere separato, solo e indifeso, a una cultura di unione e di un bambino competente, ancora contenuto nella relazione con la madre, che sa mettersi a sua volta in relazione e procurarsi quanto ha bisogno.
La placenta e il cordone formano il principale sistema di adattamento del bambino intrauterino ed è previsto che funzionino come tale fino al completo adattamento extrauterino. Placenta e cordone sono quindi nella valigia del bambino che entra nel mondo, ma non solo, egli arriva con tutta una serie di competenze maturate in gravidanza che sa attivare sia da solo che in simbiosi con la sua mamma. Ce ne parla Silvia Garelli.
La fisiologia ci dice che il bambino rimane in unione biologica e relazionale più che mai dopo l’espulsione dall’utero.
Il cordone diventa simbolo anche di risorse, legame, rispetto, tempo e spazio, continuità che ottimizzano il primo adattamento e la costruzione di una relazione salda. Ce ne parlano Laura Castellarin e Anna Maria Rossetti.

copertina dd 89 Continua a leggere