CRITERI DI SICUREZZA PER L’ASSISTENZA AL PARTO A DOMICILIO E NELLE CASE MATERNITÁ

Articolo tratto da D&D N. 65  ” IL PARTO A DOMICILIO OGGI ” Giugno 2009.

Di VERENA SCHMID, Ostetrica.

Tratto da “Linee guida per l’assistenza al parto a domicilio e nelle case maternità. Modalità di selezione, di collaborazione, di organizzazione”, edito dal Centro Studi il Marsupio, 1997

Premesse irrinunciabili al fine di una buona qualità dell’assistenza

– Il parto a domicilio e in casa maternità è un parto naturale, spontaneo, è consigliabile e risponde ai criteri di sicurezza standard in presenza di una gravidanza fisiologica e quando il parto si presenta in modo fisiologico, tuttavia il diritto alla scelta della donna, dopo corretta e esauriente informazione, è sovrano.

– La figura professionale adatta all’assistenza al parto a domicilio e in casa maternità è l’ostetrica, in quanto specialista e garante della fisiologia, con limiti precisi imposti al suo agire e alle sue competenze professionali, che le rendono impossibile lo sconfinamento in situazioni patologiche o in trattamenti medici per i quali ne il domicilio ne la casa maternità sono i luoghi adatti. Ogni intervento di 2° livello dev’essere eseguito in una struttura ospedaliera, in quanto potenzialmente rischioso. Quindi l’ostetrica collabora con i medici specialisti e le strutture ospedaliere per i casi in cui si rende necessaria una valutazione o un intervento di secondo livello, attuando la selezione tra situazioni fisiologiche, situazioni limite (borderline) e situazioni patologiche. La professione dell’ostetrica prevede una competenza circolare che comprende l’unità madre-bambino e la continuità dell’accompagnamento attraverso tutte le fasi della maternità. E’ l’intermediario previsto per educare, accompagnare la donna, facilitarne il percorso, abilitarla, portare alla luce le sue potenzialità (attraverso l’uso della maieutica), vigilare sul suo benessere, e così mantenere la nascita nell’ambito della salute.

– La corretta selezione o un piano di assistenza personalizzato e, di conseguenza, la reciproca collaborazione tra ospedali e ostetriche domiciliari nei casi di necessità è un requisito fondamentale del parto a domicilio, per garantire la massima sicurezza oggi disponibile a madre e bambino.

– La conduzione del parto a domicilio è conservativa, protettiva, rispettosa dei tempi e dei bisogni della donna, senza interventi né farmacologici, né strumentali, né manuali, con la sola eccezione di eventuali emergenze, in tale caso si tratta di interventi di 1° livello, seguiti immediatamente da un trasferimento in sede ospedaliera.

– L’assistenza al parto a domicilio si svolge all’interno di un rapporto di continuità di assistenza attraverso la gravidanza, il parto, il puerperio e l’esogestazione e prevede l’instaurarsi di una relazione e un patto terapeutico tra ostetrica e donna, la conoscenza individuale della donna, della sua gravidanza e la relazione sono requisiti irrinunciabili ai fini di una corretta valutazione clinica e alla condivisione della responsabilità.

-L’assistenza al parto a domicilio prevede un approccio globale, olistico alla maternità, all’interno del quale la donna sta al centro ed è punto di riferimento primario, competente e in grado di decidere sulla sua salute che comprende anche quella del bambino. L’ostetrica dovrà acquisire criteri di valutazione e di intervento circolari, ampliati dall’osservazione comportamentale -ambientale e dalla comunicazione emozionale.

– Il parto a domicilio per la donna è espressione di libertà, intimità, protagonismo suo e del suo partner.

Il rischio
La letteratura medica dimostra che il parto fisiologico a domicilio, assistito secondo precisi criteri, è sicuro quanto, se non di più, di quello in ospedale e dà maggiore soddisfazione alla donna/coppia, c’è inoltre qualche evidenza, anche se non ancora conclusiva, che la morbilità per madri e bambini è maggiore se curati in ospedale. Ciò non significa che non vi sarà mai nessun esito negativo a domicilio, considerando l’esistenza dell’imponderabile anche in ostetricia, ma sarà uguale o inferiore a quelli in ospedale. Dati internazionali indicano una mortalità perinatale attorno all’1.5 per mille nei parti a domicilio, dovuta per lo più a malformazioni fetali incompatibili con la vita, mentre la morbilità dei bambini nati in casa è nettamente inferiore a quella dei bambini nati in ospedale da parti fisiologici. M. Wagner (Wagner 2001), epidemiologo dell’OMS dimostra in una sua ricerca che la mortalità perinatale a domicilio (nei paesi occidentali), sia nei parti fisiologici che in quelli a medio rischio, è inferiore a quella in ospedale, e quindi conclude che il parto a domicilio, se non addirittura più sicuro di quello in ospedale, sicuramente non lo è di meno. Del resto le condizioni di sicurezza mai nella storia sono state così ottimali come oggi, dove le donne si trovano generalmente in un buono stato di salute e in buone condizioni socio-economiche, dove sono disponibili le tecnologie diagnostiche e una rete ospedaliera ben distribuita sul territorio, con i servizi di trasporto efficienti nei casi di bisogno.

Le responsabilità legali dell’ostetrica
La responsabilità dell’ostetrica (come di tutti gli operatori sanitari) non è quella di produrre sempre e comunque un esito perfetto, poiché questo non è in suo potere, ma è responsabile dei seguenti punti: Continua a leggere