La narrativa come fonte di sapere

Editoriale di Verena Schmid, tratto dal n. 100 di D&D 100 – Da oltre 25 anni insieme.

In questo numero 100 di D&D abbiamo deciso di dare spazio alla narrazione delle ostetriche e di chi sta vicino alle donne. Il raccontare è una pratica sociale e discorsiva che esprime un proprio sapere. Tale pratica per secoli è stata l’unica fonte di trasmissione del sapere. Lo storytelling o la narrativa oggi ha nuovamente assunto valore di indagine scientifica, in quanto le storie narrate contengono il sapere personale e sociale. Dice Albert Einstein: la scienza non è altro che un affinamento del pensiero quotidiano, cosa che succede proprio nel raccontare. Il racconto mette a fuoco pensieri, intuizioni e emozioni, dando loro forma espressiva.

Nella ricerca qualitativa la narrativa è diventata un metodo, in quanto modalità di rilievo per le variabili personali e sociali (di contesto). Secondo la sociologa Rita Bichi

le narrazioni sono uno strumento potente: hanno la funzione di organizzare il mondo dal punto di vista del soggetto che narra, fornendo connessioni e schemi di interpretazione, che sono un modo per riaffermare e costruire in modo narrativo la propria identità all’interno di una storia che la contestualizzi (Bichi 2000).

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