Il perineo nell’immaginario

Editoriale di Verena Schmid, tratto dal n. 103 di D&D, il giornale delle Ostetriche.

Quando ci siamo immerse nel tema del recupero perineale dopo il parto, ci siamo rese conto che esistono degli immaginari opposti del perineo: da una parte quasi un vuoto, il perineo rimane un organo sconosciuto, tabuizzato, emarginato, trascurato, marginale e soprattutto “sfasciato” dopo il parto, dall’altra parte esiste un ricco immaginario femminile sul perineo che va ben al di la’ di quello anatomico funzionale e trasmette forza, amore e creatività. Negli articoli di questo numero emergono ambedue questi aspetti, creando un forte richiamo, per l’ostetrica, a prendersene cura in un nuovo modo, trasformando i vecchi modelli in nuova comprensione, anche partendo da se stesse.

Le immagini che illustrano la rivista sono nate all’interno di un corso di formazione SEAO per ostetriche.

Una grande domanda ci poniamo in questo D&D: come succede che situazioni inaccettabili a livello individuale vengono “naturalizzate” e accettate come normalità?

Come può essere percepito come normale che il perineo femminile possa essere tagliato durante il parto, recidendo il nervo pudendo e le ghiandole del Bartolini, tanto importanti per la sensibilità sessuale di una donna?

Che il perineo di una donna dopo il parto sia debole, incapace di contenere i visceri e svolgere le sue normali funzioni di evacuazione e contenimento? Le sue normali funzioni sessuali di accoglienza, contrazione e eiezione?

Che un parto traumatico sia un prezzo da pagare per avere il figlio?

Che le modalità di assistenza al parto non rispettino l’integrità presente e futura del perineo femminile, obbligando la donna alla posizione supina sfavorevole e dannosa per lei e il bimbo nascente, accelerando le dinamiche del parto che richiedono tempo?

Che non ci sia una cura e un’accurata verifica del recupero della forza perineale dopo il parto, base per la salute femminile?

Che il rapporto sessuale per una donna debba essere doloroso e il dolore sia il prezzo per dare piacere all’uomo? Che lei debba rinunciare al suo piacere?

Senzanome

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